PATOLOGIE DELLO ZWERGPINSCHER, LA DENTATURA E ALTRO ANCORA..

Atrofia progressiva della retina nello zwergpinscher

Questa malattia, di cui conosciamo due forme diverse è, purtroppo, in progressivo aumento.
Le due forme(CPRA, localizzata centralmente) e (PRA, generalizzata ) sono ambedue ereditarie.
La retina è la terminazione periferica del nervo ottico deputata alla percezione dello stimolo luminoso ed è costituita essenzialmente da due tipi di cellule nervose: i bastoncini e i coni. I primi registrano le differenze d' intensità della luce mentre i secondi, i coni, i colori. Da questo possiamo osservare che negli animali notturni la retina ha solo bastoncini mentre nei mammiri i bastoncini e coni sono mescolati, ma con una prevalenza dei bastoncini.
 
Nella PRA, generalizzata, assistiamo ad una perdita dei bastoncini nella parte periferica della retina. La parte centrale della retina inizialmente sopravvive a questo fenomeno poi inizia anch' essa una lenta degenerazione dando dei sintomi che un padrone attento può certamente rilevare. Il cane affetto da questa malattia avrà dei problemi durante il crepuscolo e la sua pupilla rimarrà aperta anche in condizioni di luce intensa.Il cane, inoltre, percepisce solo i movimenti centrali.
Come complicanza del PRA spesso sopraggiunge la cataratta, che se in casi normali può essere operata restituendo la vista al cane, in questo caso, cioè come complicanza di PRA, la rimozione della lente offuscata non produce l'effetto sperato.La malattia è attualmente incurabile ed essendo ereditaria l'unico mezzo per evitarla è quello di scartare gli esemplari portatori. Nel Pinscher tale malattia inizia verso i 15/18 mesi e nel caso di timori in merito alla malattia si può fare un esame oftalmoscopico a questa età e ripeterlo ai 3 e ai 5 anni, considerando che se è ereditaria la PRA si manifesta entro i 5 anni. Oltre i 5 anni è acquisita e non dipende da PRA.
In Germania, per esempio, per i bassotti tedeschi, il controllo medico per questa malattia è obbligatorio ed i nomi dei cani risultati positivi alla malattia vengonopubblicati sul giornale del Teckelklub


La lussazione della rotula

La lussazione della rotula

Soggetti a questa patologia sono i cani di piccola taglia e in particolare le femmine. Le cause principali sono una ipoplasia delle epifisi distale e mediale (scarso sviluppo) o di quella laterale distale del femore e la displasia. Ulteriori cause possono essere la lassità della capsula articolare del ginocchio, il rachitismo o la rottura del legamento laterale femoro-rotuleo. Anche un trauma della tibia o un trauma intrauterino possono essere causa della patologia.Uno dei sintomi, di solito quando il cane è al trotto, è l' andatura a tre zampe per l'impossibilità di flettere la gamba posteriore colpita.Nel caso di displasia dei condili distali del femore,possono essere colpiti tutti e due gli arti e tale patologia ,essendo ereditaria, esclude il soggetto dalla riproduzione.
 



La dentatura del cane.

Il cucciolo nasce senza denti. L’eruzione della dentatura decidua (ovvero i denti da latte) avviene a partire dalla terza settimana (in media), ed è composta da 28 denti:
  • 6 incisivi, 2 canini e 6 premolari sia superiormente che inferiormente
Questa dentatura provvisoria permane fino a circa 6 mesi di età, con differenze anche significative a seconda della razza e taglia del cane in questione. Prima del raggiungimento della dentatura definitiva avviene però un passaggio graduale, che può darci indicazioni utili per stabilire l’età del cucciolo. Quindi:
  • 2/3 settimane: eruzione dei primi denti
  • 55 giorni: completamento della dentatura provvisoria
  • 100 giorni: inizia l’eruzione dei denti definitivi (fino ai 6 mesi circa)
C’è quindi un periodo della vita del cane in cui coesistono sia denti da latte che denti definitivi. Non tutti i denti, inoltre, hanno due generazioni: i primi premolari e i molari erompono una sola volta come denti definitivi. La dentaura completa è formata da 42 denti.
Stabilire l’età di un cane adulto osservando i denti
Per quanto riguarda i cani adulti, può essere leggermente più difficile stabilire con precisione la sua età basandosi esclusivamente sui denti (che comunque danno indizi importanti).
Lo stile di vita e le abitudini alimentari (ma anche la nostra attenzione), giocano un ruolo fondamentale nell’aspetto che avranno i denti da adulto. Spazzolare regolarmente i denti del cane potrebbe infatti rimuovere quell’aspetto giallognolo che è caratteristico dei cani anziani.
Le indicazioni temporali riportate qui sotto sono da intendere con molta approssimazione. Non ci può essere preicisione in questo caso, dato che l’eruzione dei denti può variare da razza a razza con differenze significative a seconda della taglia. Vediamo comunque alcune indicazioni utili per stabilire l’età del cane:
(picozzi, mediani e cantoni sono gli incisivi, partendo dal centro verso i canini)
  • 5 mesi: eruzione degli incisivi permanenti
  • 6 mesi: premolari e canini permanenti
  • 6-9 mesi: completamento dei denti permanenti
  • 1 anno: il lobo principale dei picozzi inferiori è livellato
  • 2 anni: il lobo principale dei mediani inferiori è livellato
  • 3 anni: il piano di usura dei picozzi e dei mediani inferiori è quadrato
  • 6 anni: i canini inferiori hanno il segno dei cantoni superiori
  • 8 anni: il piano d’usura dei picozzi inferiori si inclina verso l’esterno
  • 10 anni: caduta dei picozzi inferiori seguiti da quelli superiori
  • 13-16 anni: caduta degli altri incisivi
  • 18-20 anni: caduta dei canini





La Rogna Rossa del cane, o rogna Demodettica, è tra le più diffuse e comuni malattie parassitarie dei cani. E’ un tipo di dermatite che colpisce soprattutto i cani tra i 12 e i 18 mesi di vita, in quanto attacca solo animali con un sistema immunitario ancora immaturo.
E’ detta rogna rossa perché i cani che ne sono affetti presentano la pelle fortemente arrossata. Esistono anche casi di cani adulti che si ammalano di Rogna Rossa, ma, in genere si tratta di esemplari con un sistema immunitario difettoso.
Nei cani anziani gli episodi di Rogna Rossa possono essere dovuti a un indebolimento del sistema immunitario dovuto all’età. Non si tratta di una malattia contagiosa né per l’uomo né per gli altri cani poiché, tale patologia è causata da un difetto genetico del sistema immunitario, quindi i cuccioli che non presentano tale difetto non corrono alcun rischio, anche se si trovano a contatto con soggetti malati. L’acaro che causa la Rogna rossa, infatti, si trova in quasi tutti i cani, ma, solo nei soggetti geneticamente predisposti proliferano al punto da degenerare in malattia.
Cause della rogna rossa nel cane
La Rogna Rossa è causata da un acaro microscopico che popola la pelle di tutti i cani e che si chiama Demodex canis.
Questo tipo di parassita abita in profondità i follicoli piliferi e si presenta al microscopio come un piccolo salsicciotto con otto zampe. Quando il sistema immunitario funziona bene, il proliferare di questo parassita è tenuto sotto controllo e per il cane non c’è nessun tipo di problema.
I problemi iniziano a sorgere quando il sistema di difesa del cane è ancora immaturo (esemplari giovani) o difettoso (esemplari con difetto genetico) e quindi non riesce a contrastare il proliferare del parassita sviluppando la malattia.
Sintomi della rogna rossa canina
Tra i sintomi più evidenti della Rogna Rossa c’è la perdita di ampie chiazze di peli che lasciano evidenti aree di pelle nuda. La perdita dei peli parte dal viso e in particolare dalla zona intorno agli occhi per poi diffondersi in altre aree del corpo se questa non viene curata.

La Rogna Rossa può essere localizzata se la perdita di peli riguarda solo alcune zone del corpo, generalizzata se, invece, si diffonde su tutto il corpo. Questotipo di rogna non causa prurito eccessivo.
Curare la rogna rossa dei cani

La Rogna Rossa localizzata viene tratta con farmaci topici, mentre quella generalizzata si cura con una terapia a base di shampoo e farmaci specifici somministrati per via orale. Lo shampoo serve per pulire in profondità i follicoli dei peli dove si annidano gli acari.

Nei casi più gravi, alla terapia specifica per la cura della rogna, occorre, affiancare anche una cura di antibiotici volta a contrastare l’insorgenza di complicazioni della malattia principale e che si manifestano sotto forma d’infezioni della pelle. I trattamenti per la cura della Rogna Rossa hanno altissime probabilità di successo per i soggetti giovani, meno nei soggetti con difetto genetico.
I cani giovani sono a rischio ricaduta fino a diciotto mesi di vita.

Farmaci per la rogna rossa del cane

Lo shampoo utilizzato per la cura della Rogna Rossa contiene un potente insetticida chiamato Amitraz e deve essere utilizzato con cautela per evitare l’insorgenza di fastidiosi effetti collaterali. Per la cura di questo tipo di rogna viene utilizzato anche un farmaco a somministrazione orale, l’Ivermectina. Si tratta di un farmaco molto forte e se non è somministrato correttamente può portare anche alla morte del cane. Però è piu utilissimo e pratico l'antiparassitario spot-on Advocate, che si applica, come tutti gli altri antiparassitari esterni, una volta a settimana ,per tre settimane, e spesso debellà l'acaro respondabile della rogna rossa, terapia meno invasiva e con meno effetti collaterali per il nostro zwergpinscher.



LA PIOMETRA!

 NON E' UNA PATOLOGIA COMUNE ,PERO' LA INSERISCO LO STESSO PER CHI HA UNA CAGNA FEMMINA, PERCHE' ESSERE INFORMATI AIUTA NELLA  PREVENZIONE.


La piometra è un’infezione batterica dell’utero che si verifica nel periodo successivo al calore, quando l’organismo produce l’ormone progesterone per preparare l’utero per gravidanza. La piometra è molto comune nelle cagne che non vengono utilizzate per la riproduzione e si può verificare a qualsiasi età.

Cause
Nelle cagne anziane la piometra è la conseguenza di una risposta anormale dell’utero all’azione del progesterone. Quando il progesterone prepara l’utero per la gravidanza, causa l’ispessimento della parete dell’utero e un aumento del numero delle sue ghiandole. Queste ghiandole costituiscono un ambiente ideale per l’impianto e la crescita degli embrioni, ma anche per la crescita batterica. Quest’evenienza è molto comune e la maggior parte delle cagne mature e anziane non utilizzate per la riproduzione prima o poi finisce per sviluppare una piometra.
La causa più comune di piometra nelle cagne giovani è la somministrazione di estrogeni, eseguita generalmente da un veterinario per prevenire la gravidanza dopo l’accoppiamento o per sopprimere o prevenire il calore. L’impiego di sostanze contro il calore è infatti seguita spesso dallo sviluppo di una piometra. Se non intende utilizzare una cagna per la riproduzione, la cosa migliore è la sterilizzazione chirurgica, invece dell’utilizzo di pericolose sostanze chimiche.
Sintomi
Esistono due tipi di piometra, a cervice aperte e a cervice chiusa, classificate in base alla condizione della cervice uterina, la struttura che separa l’utero dalla vagina.
Nelle cagne con una piometra a cervice uterina aperta il pus prodotto nell’utero esce all’esterno attraverso la vagina, pertanto questi animali presentano uno scolo vaginale contenente pus e sangue. Questo scolo si nota solitamente 4-8 settimane dopo la fine del calore. Questo tipo di piometra può essere riconosciuto rapidamente durante la visita veterinaria per la presenza dello scolo vaginale.
Nella piometra con cervice chiusa il pus non può uscire e si accumula nell’utero, dilatandolo progressivamente. A causa della mancanza del sintomo facilmente riconoscibile dello scolo vaginale, questa piometra è più difficile da rilevare alla visita. Tuttavia, a causa della frequenza di questa patologia, la piometra viene sempre presa in considerazione nella lista di diagnosi differenziali nelle cagne non sterilizzate che mostrano segni di malessere.
Oltre all’eventuale scolo vaginale, altri sintomi comuni di piometra includono letargia, depressione, inappetenza, sete e urinazione eccessive, vomito e diarrea.
Se non viene rapidamente trattata, la piometra può causa gravi danni sull’organismo a causa degli effetti negativi delle tossine prodotte dai batteri. Man mano le tossine batteriche vengono rilasciate nel sangue, i sintomi tendono a peggiorare progressivamente, con disidratazione, shock, coma e, infine, morte. Senza trattamento, la piometra è sempre mortale.
Diagnosi

Esami del sangue. Nelle cagne con piometra di solito si osserva un aumento dei globuli bianchi (le cellule che combattono le infezioni) nel sangue, anche se un conteggio normale o basso non esclude la diagnosi di piometra. Un aumento dei globuli bianchi indica che il sistema immunitario del corpo sta combattendo un’infezione. La cagna può anche presentare anemia – per una diminuzione dei globuli rossi in circolo – perché le tossine prodotte dai batteri possono sopprimere la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo. Anche a causa della perdita costante di sangue dall’utero infetto, la cagna diventa sempre più anemica e la piometra può trasformarsi rapidamente in una situazione di emergenza. Nei casi gravi, può essere necessaria una trasfusione di sangue per compensare le perdite.
Striscio vaginale. Si prepara un vetrino con il materiale dello scolo vaginale e si esamina al microscopio. È possibile in questo modo visualizzare i batteri e i globuli bianchi che compongono il pus che fuoriesce dall’utero.
Ecografia. Questo è un modo accurato e non invasivo per diagnosticare la piometra, perché permette di determinare le dimensioni dell’utero, lo spessore delle sue pareti e la presenza di liquido accumulato all’interno. Nella piometra a cervice chiusa, l’utero è facile da identificare perché è aumentato di volume, a volte anche in modo notevole. Nella piometra a cervice aperta, l’utero non è molto aumentato, perché il pus anziché accumularsi all’interno, esce attraverso la cervice.
Radiografia. L’utero può essere identificato radiograficamente se è molto aumentato di volume, come nelle piometre a cervice chiusa. Nelle cagne non gravide un utero aumentato di volume è sempre anormale.
Trattamento

Chirurgia. Il modo più efficacie per curare la piometra è l’intervento chirurgico, con l’asportazione completa di utero e ovaie. In questo modo si rimuove direttamente l’origine dell’infezione. Nelle cagne che sono ancora in buone o discrete condizioni generali, il recupero completo dopo la chirurgia avviene in pochi giorni. Nelle cagne in cattive condizioni è necessaria una terapia postoperatoria più aggressiva, con terapia reidratante endovenosa, somministrazione di antibiotici, controllo degli esami del sangue. Con un’adeguata assistenza, anche i casi gravi hanno spesso buone possibilità di recuperare. Si deve tener presente che se anche la chirurgia può rappresentare un rischio in un animale debilitato, senza trattamento l’alternativa è la morte.
Terapia medica. La terapia medica della piometra è riservata esclusivamente alle cagne da riproduzione di elevato valore, di cui si vuole conservare la capacità riproduttiva. Questa terapia infatti presenta costi elevati e possibili effetti collaterali anche gravi. Inoltre si può impiegare solo nelle cagne in buone condizioni generali e con piometra aperta. La terapia medica consiste nell’utilizzo di ormoni, le prostaglandine, che stimolano le contrazioni uterine e favoriscono l’espulsione del pus. Vanno utilizzati insieme ad antibiotici, da somministrare per tempi prolungati. La terapia va attuata sotto attento controllo veterinario, con il ricovero per alcuni giorni, a causa delle possibili complicazioni.
Gli effetti collaterali temporanei sono irrequietezza, nausea, dolori addominali, febbre e riduzione della frequenza cardiaca. Questi effetti collaterali durano circa 45 minuti. Gli effetti collaterali permanenti sono possibile infertilità e maggiore predisposizione a sviluppare altre piometre.
Prevenzione

Tutte le cagne che non sono destinate alla riproduzione dovrebbero essere sterilizzate a 6 mesi circa di età. In questo modo non solo si prevengono completamente le infezioni dell’utero, ma anche i tumori mammari, e ovviamente si evitano le gravidanze indesiderate senza la necessità di somministrare sostanze chimiche dannose. I rischi dell’intervento chirurgico nei soggetti sani sono minimi. È possibile anche sterilizzare cagne più anziane, grazie ai progressi dei protocolli anestetici e alle misure di supporto prese prima, durante e dopo l’intervento.


TAGLIO DELLE UNGHIE NEL CANE. Testo preso dal post pubblicato dalla Dott.ssa Gutkowski

Per capire come e quando tagliare le unghie al proprio cane, occorre sapere che le unghie dei cani si allungano in proporzione alla loro usura col contatto con il terreno. Questo ovviamente, quando l’animale vive in spazi aperti, o almeno all’opportunità di correre all’aria aperta in tutta tranquillità per qualche oretta al giorno.
Contrariamente, nei cani che fanno
vita domestica e sedentaria e spesso negli anziani che si muovono poco, la crescita delle unghie può presentarsi irregolare, per via di tutti quei dolorosi fastidi che, finiscono con il causare l’incurvatura delle unghie che penetra la carne del polpastrello(unghia incarnita).
Sia che il vostro cane conduca una vita regolare in spazi aperti, dedito a lunghe corse e “ruzzolate” su prati e terreni, sia che il vostro cane faccia una vita prettamente casalinga e sedentaria, è bene controllare lo stato di crescita delle unghie, intervenendo tagliando le unghie quando appare indispensabile.
Ma quando è indispensabile?
Di certo un modo eccellente per capire quando è opportuno intervenire per tagliare le unghie al proprio cane, consiste nel mettere l’animale su un piano, ad esempio su di una tavola. Se le unghie del vostro cane vanno a toccare il piano, sarà indispensabile accorciarle.
Come tagliare le unghie al proprio cane?
Per tagliare le unghie al vostro cane è necessario utilizzare una tronchesina tagliente e robusta aquistata in negozi specializzati per animali, in modo da avere tra le mani un prodotto specifico, realizzato appositamente per lo scopo. Durante il taglio delle unghie del vostro cane, è preferibile lasciarsi aiutare da qualcuno, visto che raramente, i cani sono tanto calmi da lasciarsi tagliare le unghie “senza far storie”. Senza contare che è fondamentale tenere fermo il capo del vostro cane, specialmente se quest’ultimo non è abituato a subire questo “trattamento”.
Prima di procedere con il taglio delle unghie, fate attenzione, poichè se sarete veloci e sbrigativi potreste finire con l’asportare ben più della parte in eccesso. Attenzione a non toccare le terminazioni carnose del vostro animale domestico, che arrivano fino all’unghia(il che procurerebbe una emorragia oltre che dolore per il vostro amico)
Se il vostro animale domestico perde un pò di sangue, sarà indispensabile somministrargli un prodotto specifico per cicatrizzare la ferita. Ad ogni modo, le prime volte che ci si cimenta nel taglio delle unghie del proprio animale domestico, sarebbe preferibile lasciarsi consigliare da un veterinario o farlo fare a Lui stesso.
Tagliare le unghie al proprio animale domestico è un’operazione delicata. Se non siete pazienti e non sapete comunicare con il vostro animale, lasciatelo fare a qualcuno di più capace.
E’ altresì preferibile che a tagliare le unghie dell’animale, sia la persona che il vostro animale domestico ama di più. Non è infatti facile mantenere un cane calmo durante il taglio delle unghie, soprattutto se è la prima volta che viene sottoposto a questo trattamento.
Se il vostro cane è di grosse dimensioni è assolutamente necessario portarlo da un veterinario o in un centro toelettatura per tagliare le unghie


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